Da quando sono tornato in Isvezia, vado spesso fuori a correre, per cercare di assorbire un po' di luce. Ne ho bisogno, visto che forse mi ero un po' abituato a quella italiana. Ieri sono andato verso un lago vicino casa, ed erano meno quattro gradi. La superficie del lago era ghiacciata, e questo è "abbastanza banale signori" (come diceva sempre il mio professore di algebra lineare, gettando una smorfia di disapprovazione verso la folla stupita). La cosa non scontata invece è che gli svedesi, con grande nonchalance, correvano e pattinavano sul ghiaccio.
Una coltre spessa di neve si poggiava sulla superficie gelata, ma qualcuno ne aveva spazzata via un po' per creare una via d'entrata, là dove qualche mese fa c'era una piccola spiaggia, e un percorso circolare che si estende per tutto il lago.
mercoledì 16 gennaio 2013
domenica 6 gennaio 2013
Voglio tenere la tua mano - la Svezia e i Beatles?!?
Oggi sono stato ad un concerto di una cover band dei Beatles. A dire la verità ho sempre ignorato questo gruppo, ma solo perché tutte le volte che mi ributto nei '60 ascolto altri artisti, come Mina o Battisti. Ad ogni modo, il concerto è stato bellissimo, e mi ha fatto tornare in mente un sacco di ricordi.
Molti di quei ricordi riguardano una serata passata in un porto svedese. Una serata passata sotto la neve e le luci di natale. Una serata fatta di accenti strani, e meno quattro gradi nell'aria.
So che sembra assurdo, ma l'ultima volta in cui avevo sentito parlare dei Beatles era durante il mio primo viaggio in Svezia. Una sera ero nella stanza dell'ostello, e in TV c'era una di quelle commedie americane non-troppo-impegnate-ma-che-vanno-sempre-giù-bene. Ad un certo punto del film, un ragazzo, preso dalla disperazione, chiedeva aiuto ad un amico. Il problema riguardava l'amore, come sempre. Il ragazzo disperato si era preso una cotta, e voleva dichiararsi. L'amico, con grande sicurezza gli disse: "devi essere di classe. Devi farle capire che non vuoi solo sesso. Prendi esempio dagli immortali Beatles, e dille che vuoi tenerle la mano."
Preso da tutti questi ricordi, decido di dedicarti questa canzone.
Forse non hai capito chi sono, io voglio tenere la tua mano.
Molti di quei ricordi riguardano una serata passata in un porto svedese. Una serata passata sotto la neve e le luci di natale. Una serata fatta di accenti strani, e meno quattro gradi nell'aria.
So che sembra assurdo, ma l'ultima volta in cui avevo sentito parlare dei Beatles era durante il mio primo viaggio in Svezia. Una sera ero nella stanza dell'ostello, e in TV c'era una di quelle commedie americane non-troppo-impegnate-ma-che-vanno-sempre-giù-bene. Ad un certo punto del film, un ragazzo, preso dalla disperazione, chiedeva aiuto ad un amico. Il problema riguardava l'amore, come sempre. Il ragazzo disperato si era preso una cotta, e voleva dichiararsi. L'amico, con grande sicurezza gli disse: "devi essere di classe. Devi farle capire che non vuoi solo sesso. Prendi esempio dagli immortali Beatles, e dille che vuoi tenerle la mano."
Preso da tutti questi ricordi, decido di dedicarti questa canzone.
Forse non hai capito chi sono, io voglio tenere la tua mano.
mercoledì 2 gennaio 2013
Comfort noise e la storia del pandoro triste
On air: Jag kommer - Veronica Maggio
(anche io stento a crederci, ma questa cantante è svedese!)
Era il quindici dicembre duemiladodici, le dieci di mattina. Stavo passeggiando per le strade del centro città, in cerca di un regalo adatto per cercare di mostrare un po' di gratitudine per gli sforzi culinari del mio amico d'oriente. Volendomi far conoscere il suo paese e le relative tradizioni, mi aveva invitato ad una tipica cena cinese.
Giravo per un mercatino al coperto a Sergels Torg, quando mi imbattei in uno stand italiano. I proprietari erano una classica coppietta che avrei potuto vedere in una tipica trattoria italiana un po' rozza, ma dove si mangia tanto e bene.
| Una foto di Sergels Torg (da Wikipedia) |
Una volta nominato il Bel Paese, lui disse:
"Ma allora possiamo parlare italiano!"
Mi spiegò che loro sono campani, e rispose alle mie domande sul pandoro.
"Ho quello da 100 gr. e quello normale. Eh, ma se compri quello piccolo, lo inzuppi nel latte una mattina a colazione ed è già finito!"
Io, ormai senza pudore a causa dei prezzi della bellissima Stoccolma, risposi:
"Eh sì, però peccato che quello da 100 gr. costi quanto un pandoro normale in Italia".
Alla fine presi il pandoro piccolo, sperando che gli orientali non si sarebbero mai accorti di quanto sia triste quel formato.
domenica 30 dicembre 2012
Buoni propositi 2013 in tre canzoni
Ammetto che magari è stupido, ma tirare le somme alla fine dell'anno mi ha sempre provocato un misto di attrazione e turbamento. Vista la mia grande passione per la musica, quest'anno ho deciso di associare una canzone ad ogni proposito.
1 - Cercare di non perdere tempo in situazioni, e con persone, che non lo meritano. Sentirsi meno in colpa per non poter dedicare del tempo a situazioni, e persone, che lo meritano.
2 - Cercare sempre nuovi stimoli.
3 - Cercare di non smettere mai di stupirsi di ciò che ci circonda.
1 - Cercare di non perdere tempo in situazioni, e con persone, che non lo meritano. Sentirsi meno in colpa per non poter dedicare del tempo a situazioni, e persone, che lo meritano.
2 - Cercare sempre nuovi stimoli.
3 - Cercare di non smettere mai di stupirsi di ciò che ci circonda.
lunedì 24 dicembre 2012
La camera di un telecomunicazionista filosvedese
Una delle parti migliori di questo viaggio nel Bel Paese è stata rivedere la mia vecchia camera.
Un fumetto di Amruta Patil. Tanti post-it appesi ovunque, contenenti informazioni per fare domanda alle università svedesi. Numeri di telefono per il permesso di residenza. Alcuni fogli penzolanti con annotato l'iter per poter ottenere i documenti necessari dall'università italiana in cui studiavo.
Ironia da telecomunicazionisti.
Foto di alcuni dei miei eroi.
E le regole.
![]() |
| 1-Durante il viaggio ripassa l'intero repertorio degli Abba. 2-I cracker svedesi non fanno ingrassare, ma hanno lo stesso sapore di un mobile Ikea. 3-Anche se sai a memoria tutti i nomi della trilogia Millennium non vuol dire che parli svedese. 4-Non confondere la Svezia con la Norvegia. 5-Prima di lanciarti in apprezzamenti non richiesti ricorda che, oltre ad essere bionde, le svedesi sono tutte più alte e più forti di te. (Internazionale, 23set2011) |
lunedì 17 dicembre 2012
Il sogno più lungo di sempre
Ricordo le parole di una signora snob italo-svedese ("cavo, mi puoi passave le viviste?"). Era accanto a me, e osservava attentamente una sfilza di giornaletti riguardanti i look della famiglia reale.
Ma c'è dell'altro. Tornando poco indietro, ricordo la mia valigia che faceva da spazzaneve. Trascinarla giù dalla collina era veramente faticoso. E no, non potevo usarla come un bob, come avevo immaginato.
Poche ore prima, i saluti: la cena cinese, un locale un po' sopra le righe, la festa i cui partecipanti erano in maggior parte imbucati. Gli amici che se ne andavano, quelli che rimanevano; quelli che pensavo se ne sarebbero andati per sempre, e invece torneranno.
Pochi giorni prima, esami e progetti. Le ore passate a discutere fissando una lavagna, dei grafici, o la command window di Matlab.
Mesi prima, l'inizio di un'emozionante avventura.
Oggi mi sono svegliato nel Bel Paese, stordito. Ieri ho fatto il sogno più lungo di sempre.
Ma c'è dell'altro. Tornando poco indietro, ricordo la mia valigia che faceva da spazzaneve. Trascinarla giù dalla collina era veramente faticoso. E no, non potevo usarla come un bob, come avevo immaginato.
Poche ore prima, i saluti: la cena cinese, un locale un po' sopra le righe, la festa i cui partecipanti erano in maggior parte imbucati. Gli amici che se ne andavano, quelli che rimanevano; quelli che pensavo se ne sarebbero andati per sempre, e invece torneranno.
Pochi giorni prima, esami e progetti. Le ore passate a discutere fissando una lavagna, dei grafici, o la command window di Matlab.
Mesi prima, l'inizio di un'emozionante avventura.
Oggi mi sono svegliato nel Bel Paese, stordito. Ieri ho fatto il sogno più lungo di sempre.
domenica 2 dicembre 2012
Sensualità, IELTS, "vecchie" canzoni.
Oggi vado a fare una passeggiata nella foresta vicino casa. Poiché fuori ci sono all'incirca meno otto gradi, indosso quella "sensualissima" calzamaglia che impedisce alle tue gambe di congelarsi e smettere di funzionare come farebbero a una quindicina di gradi in più.
Vedo tutta quella neve sugli alberi. Vedo quell'enorme lastra di ghiaccio lì, proprio dove fino a poco tempo prima prendevo il sole, e guardavo le navi da crociera andare in Finlandia.
È passato tantissimo tempo, e non l'avevo realizzato finora. Il mio esame orale IELTS sembra già lontanissimo. Dovevo parlare proprio di una canzone. La mia canzone, e perché mi piacesse tanto. Che fortuna, vista la mia ossessione per la musica. Nei due minuti di preparazione appuntai poche parole chiave per il mio discorso.
"Sweden", la prima di tutte.
"Application".
"Hopes and Dreams".
Partii lanciatissimo. Spiegai subito che il contenuto della canzone non c'entrava molto con i pensieri che associo ad essa, ma che mi aveva colpito per l'emozione, e l'eccitazione con cui il protagonista si butta in una nuova avventura.
Ecco a voi la canzone di cui parlai.
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